PALIO SANTA CROCE

Palio Santa Croce, dalla corsa a cavallo alla corsa delle botti.

 LA MANIFESTAZIONE La “Corsa delle Botti”  è una gara folcloristica fra squadre di “spingitori”, che si disputa per le vie lastricate del centro storico. Le coppie di spingitori mettono la botte da 5 quintali di pancia e la spingono, più uniformemente possibile, sul circuito cercando di superare gli avversari.  Si corre due volte all’anno: per il Palio di S.Croce patrono di Suvereto  nell’edizione di maggio e per il Palio dell’Imperatore quella di agosto. In autunno i vincitori delle varie corse delle botti italiane si sfidano nel Palio Nazionale delle Botti.

Programma di massima del Palio di Maggio (data da destinare ogni anno)

INIZIO ore 15,30

        – Musici e Sbandieratori aprono la manifestazione con una sfilata   

        – Presentazione in piazza Vittorio Veneto delle squadre partecipanti

        – Gare eliminatorie della “Corsa delle Botti”

        – Esibizione in piazza degli Sbandieratori e Musici

        – Finale “Corsa delle Botti”

         – Consegna del Palio ai vincitori

      GASTRONOMIAin occasione del Palio è organizzato un servizio ristorante aperto ai partecipanti e al pubblico

Il Palio delle Botti è la più nota manifestazione storico-folcloristica degli Amici di Suvereto e rinvitalizza la tradizione del Palio di S.Croce di tanti secoli fa (negli Statuti della Comunità di Suvereto del 1700 vi si faceva già riferimento come ad una “antica” tradizione).

I vecchi suveretani ricordano le corse a cavallo che si disputavano sulla strada allora sterrata che portava dalla periferia del paese (“l’Alberone”) fin davanti alla millenaria pieve di S.Giusto. Gli stessi cavalieri andavano a difendere gli onori del palio anche nella vicina Castagneto, come dimostra uno stendardo salvato dal crollo della Chiesa del Crocifisso dove era custodito insieme ad altri cimeli.

I nostri fondatori Luigi Giannecchini e l’inseparabile Vinicio Sguazzi, ricercando negli archivi storici comunali, proposero di riprendere questa antichissima tradizione e la disputa del Palio ritornò negli anni ’70 in occasione della locale Sagra del Cinghiale, gareggiando con gare di tiro con l’arco e dando vita anche al corteo storico locale, classico corollario di queste manifestazioni.

 Ma nel 1984 gli Amici di Suvereto vollero riportare il Palio nella sua data canonica (le feste patronali di maggio), unendo al tiro con l’arco anche una gara podistica  e, soprattutto, rilanciando la corsa a cavallo di secolare memoria. La  manifestazione fu subito affascinante, ma dopo qualche edizione gli organizzatori e l’amministrazione comunale costatarono la pericolosità dell’asfalto per cavalli e cavalieri dopo qualche plateale caduta e, dopo modifiche ed anche polemiche, nel 1994 si optò per un altro tipo di gara.

Ed ecco che, insieme alla realizzazione, ad opera degli stessi Amici di Suvereto, della Compagnia Sbandieratori S.Croce, si portò anche a Suvereto la specialità della “Corsa delle Botti” legandola alla grande tradizione vitivinicola locale.

L’appuntamento storico di Maggio e quello di Agosto, aggiunto a scopi turistici, ora riscuotono un notevole successo di pubblico, così come la specialità viene praticata anche in tanti altri paesi e “Città del Vino” d’Italia ospitate al Palio, così come gli spingitori suveretani lo sono in altre manifestazioni. Dal 2007 viene anche organizzato il Palio Nazionale delle Botti, proprio su suggerimento e sollecitazione degli stessi organizzatori suveretani presso l’associazione nazionale “Città del Vino”.                                    


 Per gli amanti della storia e della tradizione, riportiamo una presentazione del Palio di Santa Croce come la realizzò il nostro fondatore e ricercatore storico Luigi Giannecchini (vedì anche il settore dedicato alle sue pubblicazioni in questo stesso sito).

Un patrono, un Palio, una Compagnia

 Non c’è un paese che non abbia un suo patrono personale, cui rivolgersi nel bisogno e per avere protezione ed in onore del quale fare festeggiamenti religiosi e popolari. La scelta risale normalmente molto indietro nel tempo, generalmente è riconducibile a fatti propriamente storici, ad avvenimenti più o meno leggendari od emozionali, a decisioni devozionali.

Quest’ultima probabilmente è la natura della scelta dei Suveretani, che sembrano essere “dedicati” a S.Croce nei primi secoli dopo il Mille, forse sull’onda della pratica dei Laudesi (cantori della passione e morte di Gesù), senza darsi un “tempio” come sede del Patrono, almeno fino ai primi del ‘500 quando fu edificata l’attuale Chiesa del SS. Crocifisso.

Infatti fra le varie Chiese, Chiesette o Cappelle disseminate nei secoli nel territorio suveretano, solo quella (verosimilmente una Cappella) che ha dato il nome alla località dove sorgeva (il Crocino) si richiamava a S,Croce e v’era inoltre sulle pendici del colle di Belvedere un edificio sacro dedicato a San Salvatore: ambedue però ad una certa distanza dal Castello suveretano e non facilmente collegabili ad una scelta patronale per l’intero paese.

L’immagine del Patrono per i suveretani si identificò nel Quattrocento nel Crocifisso ligneo tuttora venerato che, per opera dell’omonima Compagnia, ebbe la sua casa nella Chiesa costruita sul colle del Convento sul terreno donato dai Frati francescani.

Fin da quegli anni (ma con certezza anche molto prima) la Comunità di Suvereto decise di dedicare solenni onoranze al suo Patrono il 3 maggio con cerimonie religiose e manifestazioni popolari nei primi giorni del mese che si concludevano con il Palio omonimo e questo impegno restò sancito negli Statuti, come si rileva nella Rubrica XV della redazione del 1729 che recita: “Per tenere perpetua memoria della festa e solennità detta di Santa Croce anticamente celebrata da questa Comunità di Suvereto, hanno ordinato detti Statuenti, che li Anziani, che in quel di si troveranno, debbino et siano tenuti a Gloria, et onore di Dio, e del Nostro Prencipe Supremo, e della sua Terra di Suvereto, fare, e curare, che si corri il Palio il dì di detta Santa Croce, come anticamente sempre si è usato di fare correre il Gallo e far Giostra et altri trattenimenti”.

Preposti all’organizzazione dei festeggiamenti erano i componenti della Compagnia di S.Croce o del SS.Crocifisso, al cui vertice era l’Operaio del SS.Crocifisso di nomina del Consiglio dei Trenta della Comunità, che curava anche la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’omonima Chiesa.

La celebrazioni del Patrono si è protratta tra alti e bassi fino ad anni recenti, ampliandosi con le Feste Triennali a Settembre, poi ripresa dagli Amici di Suvereto.


 

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